Archivi del giorno: agosto 21, 2009

Buone previsioni, buona ripresa 2: notazioni dal passato

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“Il calo di fiducia è una grave debolezza nazionale. Lo definiremmo un pericolo e un disastro, se non fosse che queste parole sono ormai banalità per l’uso esagerato e ipocrita che ne è stato fatto; perchè sarebbe quasi impossibil sovrastimare la perdita che la nazione infligge a sè stessa con questa sfiducia. Il numero dei disoccupati aumenta ogni settimana, in parte perchè la sfiducia impedisce di creare o sviluppare imprese che potrebbero fornire lavoro. Il Paese perde altri mercati esteri, perchè troppo spesso manca la fiducia per impegnarsi nella produzione su larga scala che è necessaria per conservare quei mercati. Fiducia, fiducia e ancora fiducia è ciò che serve per risollevare le aziende che vegetano nei più profondi recessi della disperazione: la fiducia dell’opinione pubblica che possa penetrare e ridare energia a queste aziende, perchè ritrovino fiducia in sè stesse. E’ chiaro che la fiducia qui smette di essere soltanto la ricompensa opzionale per un buon servizio e diventa il dovere semplice ed imprescindibile di ogni cittadino.”

“Calisthenes”, The Duty of Confidence, The Times 1931.

Private equity

“(..) le operazioni degli ultimi anni sono state basate solo sulla strutturazione finanziaria; finita la bolla del credito facile si dimostra che nessun gestore era bravo, solo fortunato (per un po’). Io credo che il mondo del private equity, nella versione Lbo (Leveraged buy out, acquisti di imprese a debito, ndr) -che rappresenta il 90% dei volumi- sia morta, in Italia come nel mondo.”
Gianfilippo Cuneo, lettera al Corriere della Sera, 21 agosto 2009

Buone previsioni, buona ripresa: uno sguardo positivo.

Senza scomodare slogan pubblicitari, mettere ottimismo, ovvero avere uno sguardo positivo sulle cose fa bene al lavoro ed all’impresa.
Vicino a noi, un’azienda di qualità che da tempo si produce in vini eccellenti annuncia la vendemmia in tempi ravvicinati e prevede un buon raccolto. Ecco, senza scomodare nè gli slogan pubblicitari, nè l’ottimismo del Presidente del Milan, non sarebbe male se facessimo nostro questo sguardo nella vita di tutti i giorni.