Archivi del mese: luglio 2011

A parte

Aspiranti cioccolatai. Attratto da un titolo cubitale nella locandina “Partono le grandi manovre per Carim“, compro La Voce, equivalente riminese del Sun, ma con bellezze più castigate rispetto a quelle in terza pagina del tabloid londinese (e notoriamente topless, nel … Continua a leggere

A parte

In my backyard? Oh yes. Brian Friel su Bloomberg evidenzia una singolare circostanza del comportamento del movimento del  Tea Party, ovvero di quel movimento che avendo eletto almeno 40 deputati al congresso nel Partito Repubblicano impedisce che lo stesso giunga ad … Continua a leggere

A parte

Movements. (..) The latest measures still involve two massive transfers of wealth. The first is from German taxpayers to those of southern Europe. If the aim is to destroy the idea of Europe for a generation, we could do no … Continua a leggere

A parte

Vendite irrazionali. Fabio Pavesi, sul Sole 24 Ore di ieri, si sofferma su quelle che chiama “vendite irrazionali” di titoli bancari, chiedendosi se “c’è davvero troppo rischio sulle banche italiane e quelle vendite esasperate hanno una ragion d’essere oggettiva?  Anche … Continua a leggere

A parte

Banking away. Manhattan, 21 luglio 2011

A parte

Gioventù bruciata. Il dibattito infinito che negli USA sta portando lentamente il Paese al limite del collasso finanziario (teoricamente ipotizzabile, nella realtà difficile da immaginare), fa venire in mente quel film con James Dean, quello nel quale ci si sfida a … Continua a leggere

A parte

Private equity denaturato. Un articolo sul Sole 24 Ore Finanza e mercati, a firma S.Fi. dà conto degli interrogativi che agitano il modo degli investitori in capitale di rischio. S.Fi. scrive che “il private equity è di fronte a un … Continua a leggere

A parte

Titanic L’amore sul Titanic E va bene. Siamo sul Titanic e se non restiamo uniti rischiamo di affondare, come ci dice Tremonti: quelli della prima classe compresi. Chiaro. Ma non è almeno che la politica ci potrebbe garantire per decreto, … Continua a leggere

A parte

Non agire non è un’opzione (più le rimanderemo, più diventeranno dolorose). Il worst case scenario per l’Italia, per ora, consente di prevedere soltanto una cosa: “Un soccorso delle proporzioni di quello greco, nel nostro caso, è insostenibile per l’Europa. Al … Continua a leggere

A parte

Differenze. Per il Wall Street Journal sono cinque le differenze tra l’Italia e gli altri paesi europei che necessitano di un salvataggio. Primo: un aumento contenuto degli interessi sui bond italiani non inciderà in modo eccessivo sulle casse dello stato. … Continua a leggere