John Maynard alla 3 giorni del Sangiovese.

John Maynard alla 3 giorni del Sangiovese.

Dietro invito fraterno, mi invitano a parlare alla serata di gala, nonché inaugurale, della 3 giorni del Sangiovese, a Predappio. Non sottovaluto la cosa, ma penso vagamente ad una sagra di paese, con stand gastronomici, vino etc…: sono stato arruolato per parlare insieme con enologi, rappresentanti Slow Food, ristoratori famosi e con il rappresentante per il Nord-Est della Rauscedo, ovvero il leader mondiale del vivaismo viticolo.

Mi avevano chiesto di sparigliare un po’ le carte, di provocare, di far riflettere: ma in realtà, mi sentivo un po’ fuori posto, colletto bianco in mezzo a gente che le mani se le sporca e lavora duramente per fare un prodotto bellissimo e molto buono, ciononostante misconosciuto o ignoto (pochi sanno che il Chianti, il Morellino di Scansano ma, soprattutto, il Brunello di Montalcino nascono da vitigni di Sangiovese).

Lo stesso giorno vado a fare la spesa e sbircio il carrello di chi mi precede alla cassa: ha comprato tutto ciò che può costare più caro, all’interno di una scelta che prevede prezzi più o meno elevati, ma quanto al vino mette nei sacchetti quattro bei bric di “Rosso Conad”. Mi si è accesa una lampadina e, parlando con gli altri relatori, era quella giusta. Il problema è di cultura e di educazione, di conoscenza, di gusto del mangiare e del bere, di fare la fatica di imparare la bellezza di ciò che non è seriale ed appartiene ad una storia di territori, di uomini, di imprese.

Vi sarebbero molte cose da dire di ieri sera, senza fermarsi appena alla simpatia ed alla cordialità dei correlatori, alla presenza di tanta gente (caldo africano, niente aria condizionata, nessun incentivo a venire lì se non un rinfresco alla fine), agli applausi. Me ne restano due. La Riviera romagnola, croce e delizia della regione, perché ha contribuito a generare un tipo di turismo rozzo ed incolto, anche gastronomicamente; e se la mitica Pensione Iris con vista ferrovia ne rappresenta l’archetipo, il prezzo della pensione completa a 29 € fa capire perché vada bene il Rosso Conad. La seconda l’hanno fatta vedere gli imprenditori che hanno partecipato (uno, riminese, l’ho ritrovato oggi alla Coop: e mi dava ragione…), tosti, determinati, decisi a fare le cose bene. Ai quali ho detto, come più efficacemente di me ha fatto Bernhard Scholz dal palco del Meeting di Rimini, di smettere di chiedere allo Stato o alla politica. Ma di darsi da fare, di mettere insieme forze, idee, di fare magari un distretto e ragionare, cooperando, perché anche nel fare impresa puoi non essere solo.

Spero che mi invitino ancora, per adesso li ringrazio tantissimo.

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