Una questione antropologica (persone che dicono IO e MIO liberamente).

Una questione antropologica (persone che dicono IO e MIO liberamente).

Alla base sta quindi un problema antropologico: volere tutto subito, senza nessuna relazione con il bene degli altri, promovendo un individualismo istituzionalizzato, sempre più sfrenato, che nega contro ogni ragione qualsiasi interdipendenza fra gli uomini, ed è irresponsabile verso le future generazioni.  E questo non è in prima istanza un problema morale, ma un problema della ragione: è contro l’evidenza negare la relazionalità come elemento essenziale per la vita umana ed è contro la ragione non ammettere che la ricerca del profitto e del potere a tutti i costi affligge il desidero di verità e di giustizia che ognuno porta dentro di sè.
I problemi politici ed economici che oggi dobbiamo affrontare nascono da un tradimento del desiderio umano, da un tradimento delle sue esigenze originali. Questo tradimento affonda le sue radici in una posizione umana, in una concezione dell’umano che si propone apparentemente come salvifica e risolutiva, ma si rivela sempre più insufficiente e fragile, e purtroppo anche gravemente dannosa. Per questo oggi siamo di fronte ad una scelta:  o vogliamo essere schiavi degli eventi sempre più imprevedibili e incerti, cercando di inserirci nei diversi tentativi  di vecchie o nuove egemonie politiche e economiche, oppure vogliamo essere protagonisti  di un cambiamento, vivendo e promovendo  il lavoro e le opere come espressione di una esperienza umana diversa, autentica, come soggetti che aprono dentro questa società spazi per una nuova socialità.
A noi come CDO interessa che ognuno possa diventare protagonista delle propria vita, del proprio lavoro, dei rapporti  e delle relazioni, ci interessa che ognuno emerga nella sua diversità e possa contribuire proprio attraverso questa diversità al bene dell’impresa dove lavora e del territorio in cui vive. Questa  non è una questione di discorsi ma di persone, non di progetti, ma di soggetti.
Tanto è vero che esistono tantissimi progetti politici, economici, culturali a tutti livelli, comunali, nazionali, internazionali che sono fermi, che procedono a stento o non riescono neanche a essere realizzati proprio perché mancano i soggetti – persone che dicono “IO” e “MIO” liberamente, senza calcoli, senza interessi nascosti, ma con un’ultima gratuità e con piena trasparenza. E questi due termini  –gratuità e trasparenza (fiducia)-  mi stanno molto a cuore.
Bernhard Scholz Milano, 19 novembre 2011

1 Comment »

  1. Subire….pensando di superare le problematiche, crisi compresa, addossando colpe e responsbilità ad altri…ignorare i problemi comportandosi come nulla sia accaduto, senza minimamente hmettersi in discusssione…Nella prospettiva delineata da Don Giussani si colloca quel contributo che il Movimento di Cl offre a tutti indistintamente (vedi volantino sulla crisi “La crisi sfida per un cambiamento”su http://www.clonline.org, sia che siamo di Cl e non di Cl, perchè non ci sono partiti, associazioni, nessuno è tagliato fuori dalla vita di tutti i giorni, siamo tutti sulla stessa barca e tutti dobbiamo remare. Parole sacre quelle del Presidente della CDO. Perchè la realtà è quella che tutti i giorni ci mette in moto provocandoci e spalancandoci affinché prendiamo posizione di fronte a tutto ciò che accade. BISOGNA STARE SUL PEZZO; NON SUBIRE O EVITARE; MA VIVERE LA VITA COME UNA PROVOCAZIONE CONTINUA CHE RIDESTA IL DESIDERIO E LA DOMANDA. Grazie al Presidente Bernhard per quanto ha detto, e al carissimo Professor Berti, per renderci partecipi e spalancarci alla realtà. Un sentito ringraziamento a queste belle persone.

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