Spiegare la crisi (lezione quodlibetale a Scienze).

Spiegare la crisi (lezione quodlibetale a Scienze).

Domenica sera ho cenato a Milano in un appartamento di studentesse universitarie di scienze, di agraria, di farmacia, di matematica (c’era solo un economista, mio figlio). Niente di più lontano da quello che insegno normalmente, ma volevano parlare della crisi, capire, fare domande. A parte l’accoglienza e la condivisione del cibo, di cui le ringrazio, perché è il gesto più elementare che possano fare le persone fra loro (e Don Giussani non smetteva mai di ripetercelo) è stata una serata da ricordare, anzitutto per me stesso: dovevo prima di tutto scacciare la nostalgia per gli anni in cui ero come loro e facevo quello che fanno loro, per stare “sul pezzo” e lavorare con loro.

La prima cosa che mi sono detto era che sarebbe “andata bene” solo se fosse servita a me, per primo: ovvero se mi fossi messo in gioco io, se non avessi tenuto il ruolo dell’esperto che apre i misteri esoterici agli iniziati. Grazie di questo a mio figlio, che mi ha sempre riportato sulla terra, ogni volta che facevo fughe in avanti. Ci è voluto un po’, poi sono partite le domande, le questioni, grandi e piccole. Ripensando a ieri sera mi vengono in mente due cose: l’ideologia di cui siamo impregnati ed il bisogno di educazione.

L’ideologia ci impregna tutti, insieme al pregiudizio ci impedisce di stare di fronte alla realtà. Così molte domande scontavano la lettura dei giornali o la narrazione prevalente, oltre che, ovviamente, la non conoscenza dell’argomento. E, allo stesso modo, era più facile, cercando di capire, individuare un colpevole, piuttosto che lasciarsi interrogare su quale fosse il compito per sè. Per questo non ho potuto che pensare alla questione educativa ed a quello che è il mio lavoro, in università o in banca, con le persone che incontro, con gli amici e chiunque mi faccia domande. Compreso chiunque passi da questo blog e legga quello che scrivo.

Quando la serata è finita avevo qualche pensiero in più, è difficile in questo periodo fare finta che non stia accadendo nulla intorno a noi. Ma mi ero fatto domande anche io, una lezione quodlibetale, già bellissima in sé e per sé, lo è ancora di più se le domande che ti rivolgono non ti lasciano come eri, ma ti fanno continuare un lavoro. Grazie a Benedetta ed a tutte le sue amiche per la circostanza che mi hanno donato, spero di rivederle presto. E spero che non smettano di farsi domande, anzi, dopo ieri sera, se ne facciano ancora di più.

Grazie ad ognuna di loro

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