Also sprach Ignazio V.

Also sprach Ignazio V.

Il neo-governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha esordito al Forex di Parma intervenendo, come di consueto, in apertura dei lavori di sabato. Il testo dell’intervento è consultabile qua. Il Governatore, il cui carisma è diverso da quello di Mario Draghi, ma non nella lucidità, nell’intelligenza e nell’onestà intellettuale ha anzitutto richiamato l’importanza dell’avere una banca centrale che faccia il suo mestiere, con un vero e proprio endorsement a quanto sta facendo il suo predecessore ora a Francoforte. Ha poi sostenuto non solo che le riforme che il Governo Monti sta portando avanti, compresa quella del mercato del lavoro, sono fondamentali, ma che esse vanno accompagnate da liberalizzazioni.

“Le riforme decise vanno rapidamente completate e rese operative, in particolare quelle volte a rendere l’assetto normativo e amministrativo favorevole e non ostile allo sviluppo economico: liberalizzazione di importanti settori dei servizi, effettiva semplificazione degli atti amministrativi, migliore funzionamento del mercato del lavoro, attenzione particolare al capitale umano e all’innovazione, più rapide risposte del sistema giudiziario. Anche se i singoli interventi esplicheranno i propri effetti con gradualità, la definizione di un disegno organico e di ampio respiro già nel breve termine può incidere positivamente sulle aspettative e, per tale via, stimolare la domanda aggregata e la ripresa degli investimenti. Si tratta di garantire a chi investe e crea occasioni di lavoro nel nostro paese condizioni favorevoli, non per il tramite di agevolazioni finanziarie ma grazie alla presenza di adeguate infrastrutture immateriali (..) . La crescita economica favorisce l’aggiustamento della finanza pubblica, che è comunque su un sentiero sostenibile anche sotto ipotesi poco favorevoli sulla crescita e sui tassi di interesse. Con una dinamica reale modesta, dell’ordine dell’1 per cento, e con uno spread sui BTP decennali stabilmente al livello, comunque elevato, di 300 punti base, avanzi primari del 5 per cento del prodotto, come quello previsto per il 2013, garantirebbero una riduzione del rapporto tra debito pubblico e prodotto maggiore di quella richiesta dalle nuove regole europee di bilancio”.

In pochi lo hanno notato, ma mai smentita è stata più autorevole per tutti coloro, piagnoni di Confindustria in testa, che gridando “Fate presto” invocavano le dimissioni di Silvio Berlusconi pensando che solo dalla sua inettitudine dipendesse lo spread. Le cose migliori il neo-Governatore le ha però riservate al rapporto banca-impresa, oggetto mai come ora del dibattito politico e non solo. “(..)  le imprese si trovano nuovamente a fronteggiare un inasprimento delle condizioni creditizie; anche in questa occasione sarà essenziale la capacità delle banche di valutare attentamente il merito di credito, senza far mancare il sostegno finanziario ai clienti solvibili e meritevoli. Un adeguato e stabile volume di finanziamenti è essenziale per l’attività delle stesse banche”.

E ancora (e, forse, soprattutto), Visco ha affermato che “le banche dovranno dimostrare di saper svolgere bene la loro funzione di allocazione del credito, in una gestione sana e prudente, con acuita capacità selettiva. Lo richiede la loro stessa ragion d’essere; è cruciale che l’economia non entri in asfissia creditizia, deperendo e trascinando con sé anche le prospettive del sistema bancario.” Che questo sia il punto della questione, questo blog lo ripete da tempo: al riguardo è interessante leggere ciò che oggi dice Dario Di Vico nel suo blog. Non so quanto lo strumento del rating, come Di Vico sostiene, possa essere utile allo scopo, perché l’esperienza di questi dieci anni di Basilea 2 ci insegna che i rating sono stati usati per ridurre i costi di analisi delle Pmi, per poi, alla fine, razionarle. Il lavoro da fare è ancora grande, ed è un lavoro di mentalità, ovvero di cultura, prima ancora che tecnico. E purtroppo non dipende dai bancari, che fanno ciò che viene loro richiesto, dipende dai loro Presidente, dai loro CdA e dai loro manager: uno di loro ieri, giustappunto, dormiva in prima fila. Seduto accanto al Direttore Generale di Banca d’Italia Saccomanni.

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