Le (talvolta) sorprendenti banche del Sud.

Le (talvolta) sorprendenti banche del Sud.

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Il turismo finanziario mi ha portato a trascorrere un fine settimana di lavoro in Puglia, presso la Bcc di Cassano delle Murge (BA), dove per una giornata e mezzo abbiamo parlato di valutazione del merito di credito e di relazioni di clientela.

Come spesso accade andando nel Mezzogiorno, l’esperienza di lavoro diventa facilmente, molto più che altrove, un’avventura umana: e l’aula si è trasformata in un grande cantiere (anche troppo grande, probabilmente, erano 31…) dove, letteralmente, ci si è aiutati a lavorare imparando a leggere la realtà. Che sia un’esperienza non dipende mai solo da te, perché l’esperienza nasce se guardi alla realtà e ti fai interrogare da essa: l’ho fatto io, lo hanno fatto loro, e sono nate due giornate bellissime. Per questo ringrazio l’accoglienza cordiale che ho potuto sperimentare in ognuno dei partecipanti, che spero veramente di poter rivedere presto.

Infine, ma non meno importante, la sensazione che si trae lavorando al Sud, in situazioni apparentemente molto meno facili delle nostre consuete, è che da queste parti abbiano la scorza più dura. Invitati a portare in aula casi aziendali provenienti dalla loro realtà quotidiana, casi che potessero interessare in quanto ricchi di spunti, né tutti bianchi, né tutti neri, casi, insomma, su cui si potesse discutere, hanno portato aziende che, in questo momento, sarei lieto di esaminare come “osservazioni” in molte banche del Nord. Forse sono stati più realisti del re, oppure, a forza di combattere in situazioni non facili, sono diventati più “duri”. Ma credo davvero che, oltre ad essere persone splendide, siano anche molto bravi.

5 Comments »

  1. Noi assaporiamo ancora oggi l’entusiasmo frizzante con cui ci ha parlato “dell’acqua calda” e “dell’acqua bollente”: mica è facile far comprendere quelle materie grigie (scure) in un week-end prenatalizio!(c’è cos iey ù RO’? ‘na cos ca ‘s mang?) Lei c’è riuscito!
    Ci piace la considerazione che s’è fatta di noi, ma… qui davvero l’è dura e ci vuole la corazza! specie in questi tempi che “pur i myr d’ind ‘i meghy vuut fascn d’acit” (anche i vini conservati nelle migliori botti diventano aceto)…

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    • Grazie: la mia considerazione nasce dall’avervi visto in azione. Che sia dura, non cambia le cose: dobbiamo stare davanti alla realtà per quella che è, non per quella che vorremmo che fosse. Grazie per quello che mi avete fatto provare.

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  2. Lavoro a Milano in una banca grande, sono però uomo crediti del SUD e sono fiero di essermi formato in una Grande Banca del sud che, come tutte le banche del sud non esiste più. Posso affermare che la cultura del credito al sud, e in generale la cultura bancaria, sono un elemento caratterizzante. Al nord nelle banche grandi si è’ dimenticato come si deve fare credito, si parla solo di modelli e si è dimenticato il mestiere…una piccola annotazione aggiuntiva…sono fiero di voi anche perché avete affrontato un tema appassionante (ma non per tutti) in un week end natalizio…siete grandi!!!

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  3. Seguo con passione e da diversi anni il tema “crediti” e quindi leggo il tuo blog; ho letto anche il tuo libro. Ho visto la vecchia banca, quella in cui si usava il cliente, comprendere il vero fabbisogno, poggiare il dito sulle merci in deposito per capire da quanto tempo giacevano invendute (e quindi), approfondire le finalità e soprattutto capire in che modo ci avrebbe ripagati (troppo tempo sprecato !!!). Oggi ci affidiamo ai modelli statistici, basati sulla esperienza del passato. Siamo convinti di guidare la macchina guardando fisso il navigatore e mai fuori, attraverso il parabrezza. Talvolta, con una esagerata frequenza, ci si accorge di aver scontrato in modo del tutto fortuito un muro grande come una casa, visibile in effetti da molto lontano (bastava guardare) e scopriamo di aver distrutto la macchina. Ma non importa, tanto è colpa del navigatore, basta adeguare il modello, ricalibrarlo e vedrai che adesso si riparte meglio di prima. E la macchina? Prima si vendeva sul mercato dell’usato sicuro, una sana cartolarizzazione. Da qualche tempo però il mercato dell’usato sicuro è in crisi e compra solo BCE. Sarà divertente questo gioco? Credo che Basilea II, l’esasperazione delle logiche di modellizzazione, l’illusione collettiva che basta solo schiacciare un bottone che la macchinetta dirà tutta la verità, la spenta curiosità di approfondire la conoscenza del cliente per carenza di tempo (chi lo conosce? Era forse il precedente gestore che lo conosceva; ricordi quello di tre riorganizzazioni fa?)…ecco tutto quanto sopra detto rappresenta il credito oggi. Spero che domani inizi una nuova era anche per il credito !

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