Scusi, ma lei è un “rientrista”?

Scusi, ma lei è un “rientrista”?

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Questa domanda me la sono sentita rivolgere da un gruppo di bancari, durante una lezione in Calabria nella settimana appena finita. Ho inteso la connotazione “scontata” nella richiesta ed ho approfondito, scoprendo assai in fretta quello che sapevo già, ovvero che quanto stavo affermando era in linea con le indicazioni dell’ufficio fidi ma andava “contro” le esigenze della rete. La rete, il territorio, lo sportello, il rapporto con il cliente, la “trincea”: la traduzione che dei modelli organizzativi delle banche viene fatta da chi in banca chi ci lavora è spesso semplicistica, ma efficace. Gli alti comandi, compreso l’ufficio fidi (ed i suoi sgherri, come il sottoscritto) stanno al caldo nelle retrovie, la rete, appunto, cammina nel fango delle trincee. Quando metti qualcuno a rientro sei un “rientrista” e non ti rendi conto che il cliente ha dei problemi, che dobbiamo aiutarlo, che dobbiamo venirgli incontro: dobbiamo venirgli incontro anche a costo di sembrare ridicoli, come l’ignoto redattore di un’istruttoria che ho visto in Veneto, conclusasi con “il cliente è sull’orlo dell’abisso (sic)”.

Non so come impatteranno realmente le nuove regole di Basilea 3 e le sue declinazioni, compresa quella di cui si parla di meno, ovvero il R.A.F. (Risk Appetite Framework) sul comportamento delle banche italiane, specie quelle minori, ovvero quelle che intrattengono relazioni privilegiate con le Pmi: ma ho la sensazione che molte di esse avrebbero desiderato si avverasse la richiesta, il quasi-mantra, di Sebastiano Barisoni, vice-direttore di Radio 24, che per mesi ha continuato a dire che Basilea 3 sarebbe stata una sciagura per tutti e che se ne doveva ritardare l’avvio il più possibile. E’ singolare che chi ha fatto del mercato la propria ragione d’essere (Confindustria, perlomeno sulla carta) dal mercato rifugga, scansando la più solare delle evidenze: continuare a finanziare imprese decotte distorce il mercato e la concorrenza, ingessa risorse che non saranno più recuperate e, soprattutto, che non potranno essere allocate in maniera efficiente ad imprenditori e progetti meritevoli, a settori non comatosi come l’edilizia, a pmi marginali.

Essere “rientristi” non significa essere malvagi ed insensibili (il problema, peraltro, non mi attanaglia, dormo ugualmente): essere “rientristi” significa avere a cuore il mercato ed i suoi meccanismi. Più ne ritarderemo la rimessa in funzione, più tardi si avvierà la ripresa.

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